LIBRO: MITI E DELITTI

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Poesia latina e letteratura gialla. È questo il binomio ideato per la raccolta di racconti Miti e delitti (Lupi Editore, 290 pagine, 16 euro) che sarà presentata in anteprima domenica 7 luglio alle 17 a Sulmona, nel chiostro dell’Annunziata nell’ambito della manifestazione AB Wine.

L’insolito accostamento mira a unire passato e presente in un progetto editoriale ideato da Jacopo Lupi e curato da Andrea Del Castello.
Dopo l’esperienza positiva del festival Giallovidio nel 2018, nasce ora una collana della Lupi Editore. Il progetto Giallovidio vuole dare continuità alle pubblicazioni “mystery” che allo stesso tempo rivolgono uno sguardo alla letteratura classica o in generale alla storia e alle peculiarità del territorio.

Oltre alla prefazione di Romano De Marco, uno degli autori più affermati del panorama italiano contemporaneo, la raccolta ospita 13 racconti di 13 scrittori che hanno rivisitato in chiave thriller e moderna i 13 miti delle Metamorfosi di Ovidio che nel 2017 Alessandro Monticelli e Claudio Pagone hanno rappresentato mediante un’istallazione artistica tra le arcate dell’acquedotto medioevale di Sulmona.
Due racconti di questa raccolta sono ambientati a Sulmona. Ci sono autori abruzzesi e autori di altre regioni, quali Emilia Romagna, Toscana, Marche, Molise e Campania.

Come afferma Del Castello nell’introduzione, l’ordine dei racconti si snoda lungo un percorso che a grandi linee parte dallo stile tipico del giallo contemporaneo (Marilù Oliva, Annavera Viva), e attraverso le penne della scrittura professionista (Daniela Casciola, Paolo Di Vincenzo), passando per nuove e più dure voci della narrativa (lo stesso Del Castello, Walter Miraldi, Jøn Mirko, Alessandra Cotoloni, Sara Ferri), arriva all’aulismo degli esperti della materia ovidiana (Simone Lupi, Raffaele Giannantonio) e delle poetesse prestate alla prosa (Michela Di Gregorio Zitella, Imma Telesforo).
«Si tratta di un percorso», scrive il curatore, «che ci riporta idealmente alla poesia, la forma originaria delle Metamorfosi, come a chiudere un ciclo che comincia e finisce con il poeta di Sulmona, come a dimostrare che si vuole tornare a Ovidio, ma con uno sguardo costante al presente e al futuro. Accostare il genere thriller alla figura di Ovidio è stato un esperimento molto stimolante», aggiunge Del Castello, «Abbiamo ricreato un mondo attuale attraverso gli schemi della cultura antica per dimostrare che le storie che raccontiamo sono universali così come lo era la mitologia. Credo che rivisitare le Metamorfosi in chiave moderna contribuisca a divulgare l’immagine di Ovidio e le sue opere».

Sottolinea l’editore Jacopo Lupi: «Inauguriamo con questa pubblicazione la collana Giallovidio, che coniugherà il genere del mistero alla cultura classica e del territorio, ma con l’ambizione a divulgare le nostre storie oltre i confini abruzzesi. Puntiamo a testi di qualità come appunto Miti e delitti, una raccolta con cui abbiamo voluto coinvolgere tanti autori di valore provenienti da diverse regioni, oltre che dall’Abruzzo».

Questa la successione dei 13 racconti, tra parentesi il mito a cui sono ispirati: Medusa Bang Bang (Perseo e Medusa) di Marilù Oliva; Prima serata (Narciso) di Annavera Viva; Corso Ovidio (Ociroe trasformata in cavalla), di Daniela Casciola; L’allieva di Picucci (Pigmalione), di Paolo Di Vincenzo; Dirty Diana (Diana e Atteone), di Andrea Del Castello; Cuore di porco (Pan e Siringa), di Walter Miraldi; Z come Juno (Giove ed io), di Jøn Mirko; A casa di Dafne (Apollo e Dafne), di Alessandra Cotoloni; Acque torbide (Ermafrodito e Salmace), di Sara Ferri; Gli occhi dell’aquila (Giove e Ganimede), di Simone Lupi; Attorno a mezzanotte (Venere e Adone), di Raffaele Giannantonio; Cera (Dedalo e Icaro), di Michela Di Gregorio Zitella; Clytia in perpetuum (Apollo e Clizia), di Imma Telesforo;

«I racconti seguono un percorso suddiviso in sezioni che reinterpreta il mito da varie prospettive a seconda della visione dei singoli autori, abilmente lasciati liberi di spaziare dal lungimirante curatore Andrea Del Castello, non nuovo a temerari accostamenti tra letteratura classica e narrativa di genere», scrive Romano De Marco nella prefazione, «Il mito diventa l’epicentro di questo splendido e coraggioso viaggio di lettura, il paradigma di un’esperienza rapportabile al vissuto di ogni singolo lettore. Ma viene anche sfruttato come potente allegoria, come parabola di una narrazione che ne racchiude altre mille».