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POLLO AL FORNO CON PATATE E CAROTE ALL’AGLIO

Vi capita mai di sentirvi particolarmente pigre e di non aver troppa voglia di perdere tempo a cucinare? Ieri sera non avevo proprio voglia di dedicarmi alla cucina ed ho trovato questo modo per preparare qualcosa di gustoso in pochi minuti, lasciando che il resto del tempo di preparazione sia quello di cottura nel forno.

Inoltre ho risolto il problema del contorno: le patate e le carote si cucinano insieme al pollo e s’insaporiscono. L’unico impegno da parte mia, dopo avere messo tutto nel forno, è stato quello di controllare e girare tutto un paio di volte.

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TAIWAN: GLI “HAKKA”

Chi sono gli Hakka? Sono più di un popolo e non vivono solo a Taiwan ma in tutto il mondo. Ecco cosa ho scoperto documentandomi su internet.

Mia moglie Kate, Taiwanese, parlando della città natale del padre – il “villaggio” lo chiama lei – e delle sue origini, mi ha sempre detto di essere una “Hakka” ed avevo sempre inteso questa parola come identificativa del popolo di quella zona, un po’ come dire che io sono napoletano.

Nessuna sorpresa, quindi, che gli Hakka avessero la loro lingua che Kate non capisca o parli al 100% non essendo mai vissuta nel villaggio, come il napoletano stretto è difficile da comprendere se non si è vissuti a Napoli. Gli Hakka hanno le loro abitudini, le loro usanze ed amano tornare al “villaggio di origine” per stare insieme (sono sempre grandi famiglie: basta pensare che il padre di Kate ha ben 7 fratelli). Tutto quadrava in questa mia teoria sugli Hakka sino a quando, giusto ieri, facendo delle domande a Kate, le sue risposte erano abbastanza complicate e mi confondevano le idee anziché chiarirle. Ho deciso allora di ricorrere a Wikipedia ed ho scoperto di non aver capito niente!

Gli Hakka non sono un gruppo legato ad un luogo come, appunto, i napoletani a Napoli, ma sono ben 80 milioni sparsi in tutto il mondo: l’unica origine conosciuta è quella del centro-nord della Cina, ma gli Hakka – migliaia di anni fa – sono andati dappertutto e, per la precisione, la parola Hakka significa “famiglie invitate”, vale a dire una sorta di emigranti a cui, i popoli ospitanti, cedevano dei lembi di terra, di solito i peggiori della zona, che gli Hakka coltivavano con ostinazione, onestà e duro lavoro fino a renderli più produttivi delle “zone buone”. Questo, però, non è mai stata causa di conflitti e gli Hakka, all’inizio guardati dall’alto in basso, conquistarono le loro terre e la loro dignità di “persone residenti” e non “immigrati/ospiti”, spesso arrivando ad occupare posti nella pubblica amministrazione e nel governo dei piccoli centri che li avevano ospitati.

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TRIPPA IN UMIDO CON ZUCCA E VERZA DA RICETTA ASIATICA

L’idea di questa ricetta deriva da uno dei piatti tradizionali della mia famiglia Hakka. Gli Hakka sono un popolo giunto a Taiwan dalla Cina molte centinaia di anni fa. Se siete curiosi di sapere di più sugli Hakka, c’è un breve articolo qui.

La ricetta originale Hakka non riguarda la trippa ma la pancetta di maiale e prevede la cottura a strati in una pentola molto alta: il primo strato è un grosso pezzo (intero) di pancetta di maiale, il secondo strato consiste in grossi pezzi di melone invernale (si chiama come in Italia, ma è del tutto diverso e molto grande) e l’ultimo strato, quello superiore, è il cavolo (anche questo tagliato in pezzi molto grandi). Con la cottura tutti i sapori si fondono pur restando separati, condendo continuamente il livello superiore con il sughetto che si prende dal fondo.

In pratica, il livello superiore di cavolo (in Italia uso il cavolo verza) è come se fosse cotto a vapore anziché essere bollito in acqua. Questa tecnica di cottura non solo mantiene meglio l’aspetto ed il colore dei vegetali, ma ne salva anche la consistenza.

Nella ricetta originale, come dicevo all’inizio, si usa un grosso pezzo di pancetta, ma io ho voluto adoperare lo stesso procedimento per cucinare la trippa che, però, non è abbastanza grassa per rendere succulento il tutto. La maniera migliore sarebbe quella di aggiungere della cotica di maiale o della pancetta ma, volendosi “mantenere”, potete adoperare il sempre ottimo olio extravergine d’oliva. Al posto del “melone d’inverno” ho adoperato la zucca.

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FILETTI DI PESCE PERSICO AL FORNO CON PATATE ALLA MEDITERRANEA

Un grosso filetto di pesce persico al forno è più che sufficiente per due persone, soprattutto se accompagnato da patate e pomodorini. Le patate, per ridurre i tempi di cottura, vanno tagliate molto sottili.

La preparazione è estremamente semplice e si cuociono tutti gli ingredienti nella stessa pirofila di adeguate dimensioni con la sola accortezza di dare 20 minuti di cottura preliminare alle patate. Il gusto “mediterraneo” è dato dall’abbondante origano, olio extravergine d’oliva, aglio, capperi e pomodorini di Pachino.

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SPAGHETTI CON ZUCCHINE, PANCETTA, CURCUMA E PACHINO. UNA RICETTA DI PASTA IN 15 MINUTI!

Le ricette da 15 minuti spesso sono l’indispensabile necessità della cucina di tutti i giorni nelle famiglie italiane in cui entrambi i coniugi lavorano. Il tempo necessario per questa gustosa ricetta è davvero poco, giusto quello di portare ad ebollizione l’acqua e cuocere la pasta.

Oggi ho cucinato questo primo piatto per me e Kate, ma in realtà è una ricetta che facevo spesso anche da single, da solo o con gli mici, facile e veloce. Il più delle volte ne preparavo una dose doppia in modo di averla anche per il giorno dopo: una ripassata in padella e mi piaceva più della prima volta!

Questi spaghetti (ma potete usare qualsiasi altro tipo di pasta, anche corta) con le zucchine, pancetta affumicata, curcuma e pomodorini di Pachino sono molto gustosi anche nelle sere d’estate quando si ha la possibilità di gustarli fuori al terrazzo, magari accompagnandoli con un bicchiere di vino rosato del Salento freddo. Il pecorino romano aggiunge un gusto stuzzicante e leggermente piccante che a me piace molto con le ricette a base di pancetta (vedi la classica Carbonara), ma può essere sostituito dal parmigiano.

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